Bisogni, Motivazione, Forza e Potere


L’evoluzione della nostra personalità, concetto legato alla struttura dell’ego espresso in tutte le sue forme, si estende in scala con la natura delle nostre necessità. La teoria di una gerarchia di motivazioni che si muove dalle più basse (originate da bisogni primari – fisiologici) a quelle più alte (volte alla piena realizzazione del proprio potenziale umano – autorealizzazione) viene determinata dalla motivazione che l’individuo riesce a coltivare come forma di vero potere e che diventa molto più importante, in un contesto evoluto, rispetto alla pura forza modello di un ambiente fatto di competizione fisica per una sopravvivenza istintuale.

In questa pagina cercheremo di fare una correlazione tra il notissimo lavoro del 1954 (Motivazione e Personalità) di Abraham Maslow, esponente di spicco della “psicologia umanistica”, e quello del 1994 (Power vs Force) dello psichiatra David Hawkins co-autore con il premio Nobel Linus Pauling di “Orthomolecular Psychiatry” edito negli anni settanta.

La teoria di Maslow sulla motivazione

Il punto di vista di Maslow si può riassumere in una serie di assiomi:

– l’uomo è un essere complesso in cui le diverse componenti si influenzano reciprocamente nel definire la sua globalità. Ciò significa che un bisogno che nasce in una sfera (fame) si ripercuote su tutta la persona complessivamente;

– i bisogni delle persone sono di diversa natura: si va da quelli fisiologici a quelli più psicologici e possono variare da individuo ad individuo;

– le motivazioni sono elementi essenziali della natura umana. Se ne ritrovano in tutte le culture, anche se l’ordine di importanza dato a queste motivazione può avere una matrice sociale/culturale;

i bisogni e le motivazioni si organizzano gerarchicamente.

(http://www.crescita-personale.it/la-motivazione/1725/maslow-motivazione/1967/a)

Maslow e la piramide della motivazione

L’ultimo punto del pensiero teorico di Maslow sulla motivazione merita di essere sviluppato perché è alla base della famose piramide della motivazione che è forse il contributo più famoso di questo autore. Le motivazioni possono essere raggruppati in una serie di livelli gerarchici che Maslow ha rappresentato in una piramide. Alla base ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza e salendo sulla piramide si incontrano i bisogni più immateriali. La relazione gerarchica tra le motivazioni è tale per cui se i bisogni primari non sono stati soddisfatti, non si avverte il bisogno di quelli ai livelli più alti. Vediamo quali sono questi bisogni:

– bisogni fisiologici legati alla sopravvivenza dell’individuo (fame, sete, riproduzione, ecc.) che devono essere soddisfatti per poter ‘pensare’ ad altro;

– bisogni legati alla sicurezza, cioè all’appartenenza ad un gruppo. Sono tipici del periodo evolutivo quando si ricerca la protezione e la dipendenza da un adulto più esperto, ma rientrano poi nell’adulto che vuole una propria posizione sociale all’interno di gruppi più o meno grandi (famiglia, amici, lavoro, ecc.);

– bisogno di affetto e di essere benvoluto all’interno della comunità sociale;

– bisogno di stima da parte delle comunità, cioè essere considerato un membro degno e apprezzato dagli altri;

– bisogno di autorealizzazione. Si tratta di un’aspirazione individuale al raggiungimento di un obiettivo che mira a sfruttare in pieno tutte o alcune nostre qualità.

Piramide dei bisogni

David Hawkins, dopo anni di ricerche, intuizioni, esperimenti, analizza  il fenomeno della coscienza collettiva condivisa, che lui chiama spiritus mundi, una sorta di “database della coscienza” che condiziona positivamente o negativamente a livello inconscio le nostre energie sottili e, di conseguenza, il nostro modo di pensare, comportarci, prendere decisioni. Quella che propone Hawkins è una reinterpretazione radicale del comportamento umano tramite il disvelamento dei campi energetici invisibili che lo controllano.

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I modi in cui i vari livelli della coscienza umana si esprimono sono estremamente vari e di immensa portata, e i loro effetti sono sia grossolani che sottili. Tutti i livelli al di sotto di 200 sono distruttivi per l’individuo e per la società; al di sopra di 200 sono espressioni costruttive di potere. Il livello cruciale 200 è il confine tra le aree della forza (o falsità) e del potere (o verità).

Power vs Force

In sintesi potrebbe essere giustificabile il pensare che la via di crescita della consapevolezza individuale, caratterizzata dall’abbandono della forza come istintualità in cui gli esseri viventi vedono il loro futuro come destino e non come possibilità, si muove verso l’evoluzione della scoperta del potere come coscienza di se stessi e delle proprie possibilità. Nella sfera del potere l’individuo matura la consapevolezza di non essere in balia della natura, ma di poter creare il suo futuro condizionandolo. In questa ascesa di dimensione del potere come consapevolezza anche i desideri verticalizzano una loro evoluzione per cui un individuo evoluto è conscio del proprio potere di autodeterminazione, i suoi desideri si muoveranno nell’ordine della moralità e dell’accettazione senza pregiudizi, e la motivazione che lo guida è strettamente intenzionale (La scienza dell’intenzione, Tlynne Mc Aggart).

Michele Micheletti

Un pensiero su “Bisogni, Motivazione, Forza e Potere

  1. Non per niente i sistemi di potere ci hanno inculcato tutto ciò che serve per annientare la possibilità di autorealizzazione. Autorealizzarsi oggi (e da sempre) è vista come un’attività da fannulloni mentre i saldi principi del buon essere umano costringono a una vita di sofferenze e sacrifici. Schiacciare l’essere umano ai livelli più bassi della piramide significa tenerlo a catena. La cosa orribile è che è lo stesso essere umano che forgia le maglie di quella catena per ottenere rispettabilità. 🙂

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