Good Vibes. Parlare in pubblico in modo rivoluzionario


In questo breve articolo intendiamo illustrare il metodo di approccio al Public Speaking (tutte quelle situazioni che prevedono il fatto di dover stare di fronte ad una platea, per un qualsiasi motivo, e con essa cercare di comunicare qualcosa) da noi denominato Good Vibes: buone vibrazioni. La vera rivoluzione che i praticanti di questo metodo mettono in essere è quella evolutiva di loro stessi. Si tratta di andare a perfezionare il proprio stato energetico per conseguire la capacità della presenza a se stessi che permette di esercitare un grande controllo sulla platea durante una performance.

Domanda

Vi siete mai trovati di fronte ad un pubblico la cui attenzione è tesa solamente verso di voi? Avete presente quella sensazione di vuoto e solitudine che vi ha investito dandovi un colpo nello stomaco, e poi via ha svuotato di tutte le vostre energie  lasciandovi con il fiato corto, la voce strozzata nella gola e le gambe che si piegano in modo incontrollabile?

Risposta

Tranquilli! Non capita solo a voi. Si tratta di una di quelle situazioni nelle quali prima o poi ci siamo trovati tutti. Dipende dall’ansia. Se la vostra energia individuale è troppo bassa la sensazione che provate quando vi relazionate con la grande massa energetica di una platea è quella di svuotamento e dispersione, debolezza e confusione. Gli stati energetici sono la base del nostro metodo Good Vibes, è  indispensabile conoscerne le origini ed i “segreti”, per il public speaking ma anche per la vita relazionale di tutti i giorni.

Abbiamo avuto la fortuna, nella nostra lunga attività lavorativa, di assistere e partecipare a migliaia di eventi, congressi e corsi di ogni tipo tenuti da centinaia di relatori. Ci siamo fatti un’idea molto precisa di cosa voglia dire essere efficaci quando si parla in pubblico. Molti relatori, nei loro rispettivi ambiti, dispongono di ottimo materiale degno di essere comunicato. Purtroppo in fase di comunicazione il come le cose vengono esposte agli altri in modo efficace, riveste un ruolo ben più determinante rispetto al cosa si comunica davvero. I  contenuti non sono così determinanti come lo sono i parametri di esposizione degli stessi.

 

Sembrare ed essere

A questo punto, quando ci rendiamo conto di questo antefatto, lasciamo irrompere nella nostra scena personale le tecniche più raffinate di comunicazione dettate dalla PNL (programmazione neuro linguistica), recuperiamo i canoni della retorica arte  del ragionare a cui Aristotele attribuiva la “facoltà di scoprire in ogni argomento ciò che è in grado di persuadere” ed ancora ci rivolgiamo ad una vanità integrale del nostro ego volta al dover convincere gli altri e al dimostrare di valere qualcosa in un certo ambito.

Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che, connettendo diverse proposizioni tra loro, portano a una conclusione condivisa, quindi dei modi di disvelamento della verità nello specifico campo del discorso.

Wikipedia

È molto interessante vedere cosa accade in una platea quando un relatore parla. Per analizzare a fondo il comportamento di un pubblico che si relaziona con il suo speaker è necessario osservare le dinamiche non dal punto di vista fisico del relatore (quello del palcoscenico sul quale si trova), quanto piuttosto dal lato della sala nella quale gli spettatori siedono nel partecipare ad un certo evento. Osservando il pubblico di lato si scoprono molte cose che se relazionate all’efficacia del relatore ci permettono di tirare delle conclusioni sul vero segreto del Public Speaking.

 

Il segreto dell’efficacia

Il relatore che ha successo è colui che riesce a mantenere una solida e perdurante connessione con il suo pubblico per tutta la durata del tempo messo a sua disposizione. Questo relatore si preoccupa principalmente che l’attenzione di ognuno dei partecipanti rimanga fissa sul centro del discorso che lui stesso conduce. Questo tipo di relatore percepisce gli stati d’animo della platea, percepisce le variazioni di umore a cui questa va incontro durante la spiegazione e continuamente esercita attenzioni volte al mantenimento dello stato di feeling. Si tratta di un relatore che ha superato lo stato personale del sembrare, questa personalità ha compiuto un suo cammino interiore e si è evoluta verso l’essere. Il suo stesso essere. Si tratta di una personalità energetica sana.

La nostra comunicazione sarà veramente efficace quando noi comunicheremo il nostro vero essere, non quello che crediamo sia il più giusto per certe situazioni. Si tratta di avere coraggio, di trovarsi e offrire una grande trasparenza che gli altri percepiranno e gradiranno insieme alla qualità dei contenuti trattati. Il metodo Good Vibes vuole guidare l’individuo verso un suo percorso verso la consapevolezza del suo essere. Il praticante verrà condotto verso un sentiero di evoluzione interiore in grado di generare un grande stato energetico dentro di lui, questa nuova condizione di grande forza fisica ed emotiva permette di perfezionare una potente attività magnetica individuale in grado di interagire con il pubblico ad un livello non sensoriale. Il risultato sarà di sentirsi liberi dall’ansia prima e durante una performance, di essere padroni della scena, di instaurare una forte connessione con il pubblico e di rimanere sempre presenti a se stessi durante l’esecuzione dell’intervento programmato.

Buone vibrazioni a tutti. Good Vibrations!

 

Michele Micheletti

 

 

 

 

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