L’origine dell’ansia è nel cervello


Uno studio italiano svela l’origine dell’ansia, un disturbo che deriverebbe da un difetto di comunicazione delle aree cerebrali che controllano lo stress e le emozioni negative. Il panico inizia quando due parti dell’emisfero non comunicano tra di loro.

Ansia. Michele Micheletti

Apprensione, paura, difficoltà di concentrazione. Sono questi i più frequenti disturbi associati all’ansia, un problema che affligge il 2-3% della popolazione. Uno condotto dall’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona, sembra essere riuscito a chiarire le cause dell’ansia generalizzata.

All’origine sembrerebbe esserci un difetto di comunicazione tra diverse aree del cervello. Le zone prese in esame dai ricercatori sono quelle che controllano la risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello.

“Le aree parietali e callosali posteriori dell’emisfero destro si sa che partecipano alla percezione sociale e al riconocimento del proprio corpo nello spazio”, chiarisce Paolo Brambilla, 39 anni, coordinatore del team responsabile della ricerca, pubblicata sulla rivista dell’Università di Cambridge “Psychological medicine”.

Gli studiosi hanno inoltre indagato l’interconnessione tra queste parti dell’encefalo. “Abbiamo applicato una metodica relativamente nuova, in collaborazione con l’istituto di radiologia dell’università di Udine, che permette di compiere degli studi di connettività tra le varie aree del cervello”, spiega Brambilla.

Hanno potuto così identificare il livello di “dialogo” tra 2 aree specifiche dell’emisfero destro, il corpo calloso destro e la corteccia parietale. Per farlo, e ottenere informazioni sull’organizzazione microstrutturale dei tessuti nella sostanza bianca, la porzione del sistema nervoso responsabile del collegamento e della diffusione dei segnali nervosi, i ricercatori hanno scelto il coefficiente di diffusione dell’acqua (Adcs, Apparent diffusion coefficients), un indicatore che descrive quanto l’acqua si diffonde all’interno di un tessuto.

L’indagine è stata realizzata tramite una sessione di imaging con risonanza magnetica, su un campionedi 12 malati e 15 sani. Soltanto nei pazienti sarebbe stata rilevata l’alterazione nella connettività tra i tessuti.

E le scoperte potrebbero continuare: “con sequenze più sofisticate potremo sicuramente svolgere indagini ancora più approfondite, raccogliendo dati più precisi sull’origine di questo disturbo”, conclude Brambilla.

https://www.farman.it/News/Salute/658/Lorigine-dellansia-e-nel-cervello.html

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