La nostra mente è come Google!


We are all now connected by the internet, like neurons in a giant brain.

Stephen Hawking

Possiamo definire il nostro cervello in molti modi, tra questi possiamo descriverlo come uno strumento per essere simultaneamente in luoghi separati e diversi tra di loro. Capisco che tutto questo possa risultare leggermente naïf, cerchiamo di spiegare.

Abbiamo già avuto modo di parlare di struttura e funzionamento dei nostri emisferi cerebrali e quindi non ci dilungheremo su questo, in questa occasione ci focalizzeremo sulle possibilità offerte da quello di cui disponiamo.

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Il nostro cervello sinistro (Io sono)

Il cervello sinistro funziona in modo “tridimensionale” ed è concentrato sulle cose che possiamo vedere, sentire, toccare e misurare. Grazie alle funzionalità di quest’organo  siamo in grado di sapere che la persona che ci risiede accanto è proprio li in quella specifica posizione e che è un essere umano proprio come noi. Senza l’ausilio del nostro cervello sinistro non saremo in grado di misurare e percepire la “realtà” e di avere un’esperienza umana. Perderemo la nostra IDENTITÀ.

L’identità è collegata alle strutture del nostro EGO e questo è a sua volta collegato ad una potente sovrastruttura che potremo chiamare destino o KARMA. Quando il nostro emisfero sinistro si sviluppa in modo particolare ci capita di credere che il nostro corpo sia il nostro vero noi, ci identifichiamo integralmente con il nostro corpo. Ho fatto questo test con i miei figli chiedendo loro separatamente: “Tu hai un corpo?”. La risposta è stata tempestiva, decisa e rivolta all’affermazione positiva. Ho poi nuovamente chiesto loro: “Tu sei il tuo corpo?”. La risposta è stata altrettanto veloce: “No”. Non si tratta ovviamente di una risoluzione scientifica ma è ovvio che le strutture del pensiero dei bambini, non dominate dal principio deterministico di causa ed effetto, ragionino in modo più libero rispetto alle nostre euristiche e ai nostri schemi comportamentali. Uno sviluppo considerevole del cervello sinistro ci porta ad identificarci con il nostro corpo perchè i suoi strumenti di percezione della “realtà” sono una serie di strumenti analogici (in senso figurativo) costituiti dai  5 sensi.

Il nostro cervello destro (Noi siamo)

Cosa completamente diversa è la costituzione della struttura del nostro cervello destro. La sua connessione al mondo circostante non avviene in modo analogico tramite i sensi ma tramite una sorta di wi-fi collegato ovunque ad una sorta di sovrastruttura che potremmo immaginare come una vera rete universale. Questa parte di noi ha la capacità di connettersi a qualsiasi aspetto dell’universo e a tutti quelle situazioni che hanno a che fare con la non quantificazione e l’invisibile, il problema è che noi non ne abbiamo consapevolezza. Il nostro cervello destro ha quindi una capacità di percezione per piani aumentati che potremmo chiamare 4D+ per indicare la coesistenza di dimensioni maggiori rispetto al 3D del cervello sinistro.

Il cervello destro è direttamente connesso alla nostra vera essenza, a qualcosa che in termini metafisici potremmo definire semplicemente SPIRITO ma che in altri contesti potrebbe anche essere descritto come coscienza. Lo spirito è il “chi siamo noi” con attenzione alla sfumatura di linguaggio: mentre il cervello sx parla in termini di identità e di IO, il cervello destro si esprime in termini di pluralità intesa come NOI. Non si identifica come singolarità perchè è già integrato in un sistema di collegamento molto vasto la cui dimensione è quella che molti illustri studiosi hanno definito come Inconscio Collettivo (Assagioli) (Jung).

La Persona è il modo in cui il soggetto è visto dal mondo. L’Anima[…] come viene vista dall’inconscio collettivo.

Carl Gustav Jung (La struttura dell’inconscio)

 

Brain

Il problema è che non ci è data la possibilità di misurare ciò che accade nel cervello destro, servono strumenti molto diversi rispetto a quelli utilizzati dalla scienza. L’accesso al nostro stato di connessione universale è in realtà, teoricamente, molto semplice: potete chiedere a qualsiasi persona dedita alla meditazione ad un certo livello e la risposta sarà diretta ed univoca… meditare! Quando si è in stato di meditazione profonda il nostro cervello di sinistra si spegne. In quel preciso momento si attiva la nostra connessione al sistema Google universale e abbiamo accesso a tutta l’informazione disponibile.

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Trovo interessante segnalare l’esperienza della dottoressa Jill Bolte Taylor ricercatrice in neuroscienze presso la Harvard University e qualificata come una delle 100 persone più influenti del 2008 dalla rivista Time. Il 10 Dicembre 1996, quando aveva 37 anni, si trovava nel suo appartamento a Boston, quando  improvvisamente sentì un forte mal di testa dietro l’occhio: una problematica cerebrovascolare (CVA) le aveva colpito il lobo sinistro del  cervello. Jill racconta che poco dopo l’incidente, cominciò a sentire una tranquillità mentale che non aveva mai provato. Le sue preoccupazioni cessarono, l’intenso rumore dei suoi pensieri si placò. L’auto-consapevolezza che tutti noi abbiamo, che ci porta a giudicare e criticare costantemente era scomparsa lasciando il posto ad una pace indescrivibile. Potete seguire il racconto della sua incredibile esperienza cliccando su questo link https://www.youtube.com/watch?v=UyyjU8fzEYU.

A questo livello di coscienza siamo tutti connessi ed è quindi necessario fare attenzione proprio come lo è nel corrispettivo ambiente digitale che usiamo per sostenere la nostra analogia. È necessario allenarsi all’ottenimento di questa possibilità, è necessario disimparare e poi apprendere di nuovo. Per i bambini muoversi in questo ambiente è proporzionalmente più semplice, i sogni e gli incubi ricorrenti e molto articolati ne sono una forte dimostrazione. Si tratta di un “potere” importante per dirla in termini descritti da David Hawkins (Power vs Force), anche se non sanno ancora come gestire  questa loro potenzialità riescono a fare esperienza di coscienza molto forti. Crescendo interverranno le strutture ed i modelli di condizionamento che pian piano ci faranno dimenticare la potenzialità universale del nostro cervello destro e sarà quindi necessario disimparare e ripartire.

Il KARMA è semplicemente una conseguenza delle nostre azioni. Esistono almeno tre tipi di karma ma per capirci immediatamente con un esempio pratico possiamo dire questo: se io ti do una sberla e tu come reazione diretta me la rendi…ecco, questo è una manifestazione di karma “istantaneo”. Il collegamento del nostro ego all’equilibrio degli eventi è diretto, dobbiamo in qualche modo liberarci di questo aspetto o riequilibrare il tutto grazie alla funzione del nostro cervello destro. Nel Google universale ci sono tutte le informazioni necessarie per recuperare il nostro vero essere, il nostro vero NOI.

Fonte “Roy Martina”

Stay Tuned!

Michele Micheletti

 

 

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