Risonanza Empatica. Sintonizzarsi sugli altri.


Il nostro cervello è una struttura indubbiamente complessa, il suo sistema di comunicazione, costituito da circa 100 miliardi di neuroni interconnessi in una ragnatela di fibre nervose lunga almeno 160 km, è in grado di gestire la memoria, la vista, l’apprendimento, il pensiero, la coscienza e molte altre attività. Tramite impulsi elettrochimici controlla comportamenti volontari e consapevoli ma anche molti comportamenti involontari  regolando le funzioni di ghiandole ed organi interni.

Le informazioni viaggiano a diverse velocità a seconda dei diversi tipi di neuroni. Non tutti i neuroni sono uguali, ne esistono alcuni in grado di trasportare informazioni alla velocità di 0.5 metri al secondo e altri che invece arrivano fino a 120 metri al secondo. Il nostro cervello in funzione sviluppa un’energia pari a quella di una lampadina da 10 watt, non male per un organo costituito per l’80% da acqua.

In realtà disponiamo di ben due cervelli riuniti in un unico organo. I due emisferi lavorano in concerto per permettere tutte le nostre attuali capacità cognitive. Lo studio della struttura cerebrale finora ha portato alla conclusione che i due emisferi abbiano caratteristiche specifiche seppur complementari. Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’avanzamento delle tecniche di MRI (Magnetic Resonance Imaging), i ricercatori hanno cominciato a identificare con maggiore precisione le funzionalità delle differenti aree cerebrali. Scoprendo come in effetti l’emisfero sinistro sia funzionale al pensiero sequenziale e analitico, mentre il destro a quello emotivo e sintetico. L’emisfero sinistro è specializzato nella percezione-traduzione e rappresentazione del mondo circostante e utilizza una codifica elaborativa di tipo logico-analitica. Esso è specializzato nelle funzioni linguistiche e di pensiero analitiche: leggere, scrivere con relative regole grammaticali e sintattiche oltre alla concettualizzazione analogica. Le funzioni dell’emisfero destro invece sono principalmente di tipo analogico, esso è specializzato nella percezione di figure, strutture e contesti nella loro globalità.

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I due emisferi lavorano in stretto contatto anche se separati dal “corpo calloso”. Prendiamo ad esempio la parola “albero” e cerchiamo di capire come questa viene interpretata dal nostro cervello utilizzando il rimbalzo tra i due emisferi. L’informazione di partenza è la parola “albero” che una volta decodificata dall’emisfero sinistro attiva un processo di “ricerca transderivazionale” che genera l’immagine di un albero nell’emisfero destro (rappresentazione interna). Ovviamente in ogni persona la rappresentazione interna dell’albero sarà differente, ciascuno attingerà alle proprie immagini interiori (pino, abete, quercia, arancio, molti rami, pochi rami, molte foglie, poche foglie, grande, piccolo, con sfondo, senza sfondo, etc…….) in base al proprio vissuto sensoriale.

Molto spesso ci troviamo in un qualche stato di coscienza dettato dal nostro cervello. Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all’incessante attivita’ elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali. La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo’, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attivita’ in cui il cervello e’ impegnato e puo’ essere misurata con apposite strumentazioni. Comunemente le onde vengono suddivise in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attivita’ del cervello”.

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Dagli studi sulla “risonanza” dei pendoli ad opera del fisico e matematico olandese Christiian Huygens (1665) siamo giunti a quelli sulla risonanza sonoro per cui allo stesso modo e per lo stesso principio, se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 440 Hz, e lo si pone vicino a un secondo diapason ‘silenzioso’, dopo un breve intervallo quest’ultimo comincia anch’esso a vibrare. La risonanza puo’ essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Se il cervello e’ sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza, la sua naturale tendenza e’ quella di sintonizzarsi. Il fenomeno e’ detto ‘risposta in frequenza’. Per esempio, se l’attivita’ cerebrale di un soggetto e’ nella banda delle onde beta (quindi, nello stato di veglia) e il soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 10 Hz (onde alfa), il suo cervello tende a modificare la sua attivita’ in direzione dello stimolo ricevuto.

Ebbene, esiste una frequenza esterna, una vibrazione elettromagnetica che ci accompagna, ci avviluppa sin dalla nostra nascita, anzi, dovrebbe essere sempre stata presente. E’ la risonanza di Schumann, un gigantesco fenomeno planetario di risonanza magnetica, che deve il suo nome al fisico Winfried Otto Schumann, che lo previde matematicamente nel 1952. La superficie della Terra e la ionosfera interagiscono come due armature di un gigantesco condensatore, dove la Terra è la parte negativa e la ionosfera la parte positiva. Questo spazio-condensatore viene caricato dall’azione dei fulmini la cui carica di potenziale ne determina la risonanza.

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Così si apprende dal sito della NASA

“At any given moment about 2,000 thunderstorms roll over Earth, producing some 50 flashes of lightning every second. Each lightning burst creates electromagnetic waves that begin to circle around Earth captured between Earth’s surface and a boundary about 60 miles up. Some of the waves – if they have just the right wavelength – combine, increasing in strength, to create a repeating atmospheric heartbeat known as Schumann resonance. This resonance provides a useful tool to analyze Earth’s weather, its electric environment, and to even help determine what types of atoms and molecules exist in Earth’s atmosphere.” (http://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/news/gallery/schumann-resonance.html)

Sin da quando Schumann pubblicò i risultati delle sue ricerche, vi fu chi, come il medico dottor Ankermueller, ha collegato immediatamente la risonanza di Schumann con il ritmo alfa del cervello (circa 8 Hz!). Lo scienziato Herbert König (successore di Schumann all’università di Monaco di Baviera) ha dimostrato che effettivamente esiste una correlazione fra le frequenze di risonanza di Schumann ed i ritmi del cervello. Le interferenze con questo tipo di frequenza stanno dimostrandosi talmente tanto gravi che la NASA utilizza degli strumenti che sono una sorta di imitazione artificiale delle onde di Schumann per la difesa dei cervelli degli astronauti nello spazio, là dove le frequenze di Schumann svaniscono o entrano in grave conflitto con le onde elettromagnetiche inviate dal sole e dal cosmo.

Ris Emp

Avviciniamo questo fantastico contesto della risonanza e della vibrazione delle frequenze prese in esame ai concetti della comunicazione e dell’empatia. Spesso ci capita di sentire di stare bene con qualcuno semplicemente standogli vicino, frequentandolo. Probabilmente avvertiamo di essere compatibili, di vibrare alla stessa lunghezza d’onda. Questo contatto di sintonia è in definitiva il funzionamento dell’empatia. «Quando si parla di empatia, vi associo l’espressione “risonanza empatica” –evidenzia Ersilia di Fonzo, musicista, insegnante e musicoterapeuta – Intorno a noi tutto è vibrazione. La vibrazione è un’entità concreta, un’onda di pressione, che si avverte fisicamente. Spesso mi chiedo: è possibile fingere di essere empatici? La risposta è la differenza tra un bravo esecutore e un artista: l’uno esegue un pezzo in maniera perfetta, l’altro fa qualche errore, ma emoziona il pubblico e da quest’ultimo ha un ritorno, perché se ne sente sostenuto emotivamente».

Ecco quindi l’enorme differenza tra un ottimo relatore ed uno mediocre, tra un ottimo venditore ed un altro con scarsi risultati, tra un bravo insegnante ed un erogatore di concetti. La capacità di avere risonanza empatica, riuscire immediatamente a vibrare negli accordi di coloro che ci stanno di fronte è una facoltà che può essere perfezionata e potenziata, dovrebbe rientrare nei nostri stili di vita. Non vi sembra possibile? Provateci!

Anatomia Sottile – Atlante di Terapia Energo-Vibrazionale – Macro Edizioni

Fisiologia Sottile – Alla scoperta  dell’anatomia segreta del corpo d’energia – Macro Edizioni

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