Relatori noiosi? Tranquilli, accade continuamente…


Succede. Ancora oggi verifichiamo che succede con grande frequenza.

Vi siete mai chiesti quale possa essere la peggiore qualità di un relatore? Ve lo chiediamo perchè a noi lo chiedete spesso. In ogni incontro di formazione di Public Speaking ci viene sempre richiesto di evidenziare questa problematica e di cercare di risolverla.

Essere noiosi. Questa decisamente risulta essere la peggiore caratteristica di coloro che si accingono ad affrontare un palcoscenico e a mettere in sequenza alcune slide contenenti idee, lavori, dati e funzioni. Annoiare un pubblico che ci ascolta è quanto di peggio possa fare colui che osa “impantanarsi” nelle dinamiche dell’insegnamento  difendendosi con frasi tipo “Il mio argomento non è tra i più interessanti”, “E’ proprio l’argomento ad essere pesante”. Sono tutte scuse! Non esistono argomenti o materie noiose, ma solo relatori e insegnanti monotoni direttamente responsabili di quello che potremmo definire assenteismo mentale degli uditori, “patologia” cronica che affligge una grandissima porzione di coloro che si sottopongono a dosi massicce di congressi, corsi e riunioni. Questo fenomeno prende il nome di Death by Power Point ed è ampiamente studiato e monitorato tanto da farne quasi un fenomeno sociale moderno.

Possiamo, senza alcuna ombra di dubbio, asserire che: “Amici del pubblico, di qualsiasi pubblico, state sereni!”. Potete effettivamente stare tranquilli perchè  la colpa non è vostra (a meno che non vi siate lasciati andare ad una bottiglia di prosecco nella pausa pranzo) ma dei relatori che non hanno una adeguata preparazione in termini di esposizione e non riescono a creare una sinergia effettiva (Rapport) con gli astanti. Vi è una profonda distinzione tra contenuto ed esposizione, l’impalcatura dell’attenzione di uno spettatore si regge su fondamenta molto labili:“un’esposizione di tipo tradizionale della durata di dieci minuti viene assimilata al 50%; dopo sole 48 ore si riduce di un ulteriore 50%”. Ma che cos’è una esposizione tradizionale? E’ una esposizione svolta da chi non e’ preparato a parlare in pubblico. E’ importante pertanto essere consapevoli che si possono ottenere risultati più confortanti conoscendo e rispettando almeno i seguenti principi di base.

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1) Si ascolta e si impara più volentieri e più facilmente quando si hanno motivazioni per farlo.                                                                                                                               Se il relatore parla solo all’intelletto di lo ascolta non riuscirà mai nel suo intento (e anche su questo spenderemo in seguito qualche parola), quello che conta è la sfera emozionale. Il vero incontro con l’interlocutore non avviene nelle slide, avviene nella sfera dei sentimenti, nello strato emozionale che così ostinatamente i relatori si rifiutano di percorrere. Pertanto, le persone ascoltano, apprendono e ricordano meglio quei messaggi di cui non solo percepiscono l’utilità pratica, ma che nel rivolgendosi alla loro intera personalità (intelletto-ragione e inconscio-sentimento) favoriscono l’arricchimento umano e l’estensione positiva del “sé”.

2) Nulla è più comunicativo dell’entusiasmo vero e sincero.                                           Come non si possono trasferire negli altri le idee e le conoscenze di cui si e’ privi, così non possiamo trasferire l’entusiasmo e le motivazioni di cui siamo scarichi. La mancanza di entusiasmo si trascina un’esposizione monocorde monotona e grigia, l’intera nostra gestualità risulterà affetta da una non-convinzione di base. Il non-lavoro sulla consapevolezza emerge spesso nelle esposizioni alle quali assistiamo: l’atteggiamento influenza il comportamento.

3) Parlare ai cinque sensi delle persone.                                                                             Una persona ricorda il 20% di ciò che ascolta, il 40% di ciò che vede e ben l’80% di ciò che vede e che ascolta contemporaneamente, è il motivo per cui si utilizzano le slide durante le esposizioni. Purtroppo si assiste spesso ad indigestioni visive causate da relatori che martellano gli occhi dei loro poveri ascoltatori con un costante incalzare di proiezioni di immagini. Attenzione, le persone amano apprendere in modo piacevole e divertente e questo deve sempre essere tenuto in grande considerazione.

Public Speaker di tutto il mondo, dateci dentro. Sforzatevi di incontrare il vostro pubblico nei loro cuori, nel loro modo di sentire. Togliete le barriere, non focalizzatevi sulle slide perchè la vera presentazione…siete voi!

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Michele Micheletti

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